I luoghi dell’altrove di Gerardo Fortino. In mostra al MaM di Cosenza

Il fotoreporter Gerardo Fortino, cosentino d’origine, ha deciso di esporre il frutto dei suoi viaggi, nelle Baraccopoli di Dandora e Korogocho in Kenya e in quelle del Popolo dei Binari di Calcutta in India, all’interno dello spazio espositivo del MaM (Museo delle Arti e dei Mestieri) sito nel Centro Storico di Cosenza.

Chi è Gerardo Fortino? Presentati ad Art Fabrique
Nato a Cosenza. Sono un fotoreporter e cittadino del mondo, autore di Nairobi l’Inferno dei VIVI, disponibile in tutte le librerie Feltrinelli, pubblicato nel 2015: mi ha permesso di ottenere riconoscimenti come il GALARTE, Patrocinato dal Senato della Repubblica Italiana, e di essere selezionato per la DODICESIMA BIENNALE d’Arte Internazionale a Roma, che si terrà a gennaio 2018 nelle sale del Bramante. Quando non sono in giro a fare fotografia, ovvero piuttosto di rado, mi dedico alle mie altre passioni: vedere Thriller e Serie TV. Sto imparando il linguaggio dei segni e mi alleno qualche volta per non essere un pessimo giocatore di biliardo. Adesso sono in tour per la mostra itinerante, Al di là del VIAGGIO, che aprirà le sue porte in anteprima a Cosenza, presso il Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza. Terminata questa avventura fotografica mi rimetterò in cammino, questa volta verso il Giappone, il Pakistan e probabilmente ritornerò in India.

Come nasce “Al di là del viaggio”?
Al di là del VIAGGIO è la mostra fotografica frutto dei miei ultimi viaggi in Kenya e in India, dove ho vissuto un po’ di tempo. Questa esposizione nasce, credo, come tutte le altre esposizioni al mondo,  con il desiderio sia di raccontare, sia di mostrare il proprio cammino. Nel mio caso, attraverso la fotografia di reportage. Sarà una mostra itinerante con mete: Cosenza presso il MaM, il Museo delle Arti e dei Mestieri, che aprirà le porte al pubblico sabato 28 ottobre dalle ore 19:00; a seguire a Milano e infine a Roma in onore della DODICESIMA BIENNALE D’Arte Internazionale, nelle Sale del Bramante. Esporre a Cosenza è stata per me una scommessa, poiché ero distante da casa da molto tempo,  abitando oramai a Milano. Tutto ciò è stato possibile grazie a un fortuito caso con la Curatrice Marilena Morabito, in collaborazione all’Associazione ACAV e alla maestria di Franco Paternostro, in qualità di allestitore.

Viaggiare è come fotografare. Cosa ti ha spinto a fotografare questo tipo di realtà?
Tempo fa lessi uno studio sviluppatosi negli Stati Uniti, sul fatto se esistesse o meno una predisposizione genetica al viaggio o, per meglio dire, all’istinto del viaggiatore. Personalmente ho sempre definito il “viaggio” come uno stato mentale, in altre parole, viaggiatori si nasce. Tutto ciò scaturisce dalla curiosità, da quell’irrefrenabile impulso di fare le valigie e partire, e su questa frase vorrei citare Charles Baudelaire: “Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole”. Sin da piccolo sognavo mete lontane e luoghi inesplorati come i documentaristi del National Geographic, restavo intrappolato davanti la TV per ore ad osservare quelle persone che erano disposte a tutto pur di scattare la foto, quella foto che avrebbe poi racchiuso un intero viaggio. Mi avete chiesto se viaggiare è come fotografare. Dico sì. D’altronde, guardare una fotografia è come viaggiare in compagnia dell’autore. A volte il viaggio può essere introspettivo, altre volte fugace, altre volte invece, come nel mio caso, consiste nel prendere lo zaino e partire.